L' osteopatia

Terapia manuale

L’ osteopatia è una disciplina affascinante, con un’ interessante storia da raccontare, ricca di risvolti clinici e sociali.  

Che tu sia un paziente, un professionista del settore sanitario, medico o fisioterapista, avrai sicuramente sentito parlare di Osteopatia o dell’ Osteopata, di manipolazioni vertebrali, di trattamenti viscerali e di “ascolti fasciali”.

L’osteopata è una figura storica e nello stesso tempo in continua evoluzione. In questo articolo faremo chiarezza sulle potenzialità dell’osteopatia per i pazienti, sui falsi miti e sugli aspetti legali che regolano questa professione.

Cosa è questa forma di cura? A cosa è dovuto il suo successo? Perché tante persone ne traggono beneficio e perché tante altre non ne rimangono soddisfatte? Queste sono solo alcune delle domande a cui andremo a dare una risposta.

 

Cosa è l’osteopatia?

 

Quando si parla di osteopatia si hanno spesso le idee un po’ confuse e non si capisce bene di cosa si tratta veramente. Molte persone si recano dall’osteopata, non sapendo bene a che cosa andranno incontro, quindi a volte portano con sé una certa dose di ansia mista ad apprensione e inconsapevolezza. Altre invece, su consiglio di un conoscente, si rivolgono serenamente all’osteopata riponendo fiducia nel suo operato.

Prima di tutto, che cos’è l’osteopatia? La definizione sintetica ed esplicativa, che abbiamo deciso di condividere con voi è la seguente:

L’Osteopatia è una disciplina olistica manuale, che si occupa di vegliare sullo stato di salute del nostro corpo, per mantenere questo stato di salute in equilibrio, oppure per ritrovarlo nel caso lo si abbia perso.

Per disciplina olistica si intende una pratica che pensa al corpo come ad un tutt’uno, dove tutto è concatenato e dove, per esempio, un dolore nella zona lombare non è causato necessariamente da un problema del tratto lombare, dove un mal di testa potrebbe anche essere causato da una zona vicino allo stomaco e non necessariamente da un problema nella zona della testa.

Tutto questo, non deve essere visto come una pratica esoterica, sostenuta solamente da un credere senza radici e senza fondamenta. L’osteopatia è supportata da un profondo studio dell’anatomia e si avvale delle stesse conoscenze della medicina tradizionale. Anatomia, neuro anatomia, fisiologia e tutto ciò che concerne il funzionamento del corpo umano, sono parte essenziale della formazione dell’osteopata. Crediamo comunque che per carpirne l’essenza, bisogna conoscerne le origini.

   Chi ha fondato l’osteopatia?

L’osteopatia nasce con Andrew Taylor Still alla fine del 1800 Negli stati uniti d’America. Andrew Taylor Still, padre dell’ osteopatia, nacque, il 6 agosto 1828 a Jonesville, in Virginia, da Abram Still, un predicatore metodista e medico, e Martha Poague Moore.

Quattro dei nove fratelli di Andrew diventeranno medici ed Andrew con il suo fratello più giovane, Thomas, lavoreranno anche come “apprendisti” accanto al padre medico.

Fu anche comandante nelle battaglie contro l’esercito confederato, ma subito dopo il suo ritorno dalla guerra, successe uno dei fatti, che più degli altri, fecero vacillare le sue certezze riguardo la medicina tradizionale: quattro dei suoi figli morirono nel giro di quattro settimane, tre a causa di una meningite spinale e uno a causa di una polmonite.

Questo indusse in Still una profonda crisi interiore che lo portò ad elaborare, un metodo di cura tutto nuovo. Inizialmente la maggioranza delle persone era contraria all’utilizzo di tale forma terapeutica e Still venne per lungo tempo ostracizzato fortemente. Soltanto dopo molti anni di pratica e di risultati positivi, riuscì a convincere le persone dello straordinario potere curativo dell’Osteopatia.

Va comunque chiarito che l’ostepatia di Still non esiste più. Non è cambiato il suo significato più profondo, ma è cambiato il contesto sociale e la scienza medica rispetto a quei tempi. Per capirci nessun osteopata oggi penserebbe mai di poter guarire un’infezione polmonare utilizzando le mani. Diverso è invece in concetto di favorire la mobilita dei tessuti coinvolti per coadiuvare la terapia medica e favorire il processo di guarigione. In alcuni casi la figura dell’osteopata rischia di andare in sovrapposizione con atre professioni sanitarie, come ad esempio quella del fisioterapista, ma confidiamo nelle istituzioni attualmente impegnate nel processo di riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, per la creazione di un profilo professionale più coerente possibile alla pratica clinica di questa professione.

chiropractic adjustment 1

Torniamo alla storia. Il dottor Still si fece chiamare “aggiusta ossa” fino al 1890, due anni dopo questa data, aprì la prima scuola al mondo di osteopatia a Kirksville (Missouri). L’American School of Osteopathy (ASO) è tutt’oggi esistente.

Quello che crede l’osteopatia, ma ne dovrebbe tener conto anche dalla medicina allopatica, è che il corpo umano possiede dei meccanismi di autoregolazione e di autoguarigione. Per questo motivo l’osteopata, si trova ad essere soprattutto un catalizzatore, un tramite che crea le condizioni migliori, affinché il corpo faccia ciò che sa fare meglio: autoregolarsi e auto-guarirsi.

Stretto è il legame tra struttura (la parte anatomica) e funzione (il ruolo/compito della parte anatomica all’interno del corpo umano), secondo Still: la struttura controlla la funzione e la funzione condiziona la struttura; dunque quando per qualche motivo, in seguito a traumi interni o esterni al corpo, qualche cosa cambia nella struttura, la normale funzione ne viene inficiata, si può parlare in questo caso di “lesione osteopatica”.

l’Osteopatia individuando e rimuovendo queste lesioni, permette di recuperare il normale equilibrio del corpo e favorisce il mantenimento dell’omeostasi di tutto il sistema. La “lesione osteopatica” si esplica soprattutto nel sistema fasciale, un tessuto che nel nostro organismo divide e collega tutto: organi, muscoli, persino le singole cellule. La Fascia è composta principalmente da tessuto connettivo, essa diventa meninge, mesentere, aponeurosi, molte sono le sue manifestazioni, al suo interno passano arterie, vene e nervi e vi si muovono i fluidi liberi circolanti.

I fluidi del corpo per l’osteopatia sono molto importanti e per fluidi non si intende solamente il sangue, anche se Still parlava di “legge dell’arteria”, ma tutti i liquidi del corpo. Egli infatti faceva l’esempio di campi inariditi a causa di una scarsità d’acqua: Come in un campo poco irrigato non cresce l’erba o alberi da frutta, così in una zona del corpo dove non arrivano bene i fluidi, non possono manifestarsi la vita e la salute. Spesso l’osteopata non fa altro che sciogliere con poche mosse, il groviglio che si era creato (la lesione osteopatica), per qualche motivo, nel “tubo dell’irrigazione”, in questo modo, tutto torna a funzionare e la vita e la salute si manifestano.

Più recentemente, in diverse scuole, il termine “lesione osteopatica” è stato sostituito con quello di “disfunzione somatica” di cui vi condividiamo una definizione clinica: la disfunzione somatica si definisce tale quando sono osservati nel paziente segni clinici di dolorabilità, asimmetria, variazione di range di mobilità e cambiamenti tessutali, la cui presenza è verosimilmente collegata a processi infiammatori, anche su base degenerativa che vanno sotto il nome di infiammazione neurogena.

Ora continuiamo con la storia. Dagli Stati Uniti all’Europa L’osteopatia ha iniziato a diffondersi in Europa agli inizi del 1900. Uno dei pionieri che ha portato l’osteopatia nel Regno Unito fu lo scozzese John Martin Littlejohn (1865-1947), che da Glasgow partì per gli Stati Uniti per studiare filosofia politica, economia politica e finanza alla Columbia University. Come è accaduto a molti altri, John Martin Littlejohn si imbatte nell’osteopatia per caso. Per problemi di salute andò a Kirksville, dove fu trattato da AT Still.

Riacquistata la salute, si appassionò all’osteopatia e decise di cambiare il suo percorso di studi. Si laureò nel 1900 e nel 1911 tornò nel Regno Unito, dove fondò la British School of Osteopathy (1917), che oggi si chiama University College of Osteopathy.

Un altro osteopata che ha permesso il diffondersi dell’osteopatia in Europa fu Harold J. Magoun (1898-1981), studente di William Gardner Sutherland (1873-1954), osteopata specializzato soprattutto nello studio e nel trattamento del cranio. Magoun fu mandato in Francia, dove insegnò soprattutto tecniche craniali.

Quindi, mentre nel Regno Unito gli osteopati applicavano soprattutto tecniche strutturali, in Francia l’osteopatia crebbe sia dal punto di vista craniale, sia da quello strutturale. Per questo molti ritengono che la Francia sia la culla dell’osteopatia in Europa. Tra il 1920 e il 1940 l’osteopatia si diffonde in tutta Europa e in Italia.

A differenza degli Stati Uniti, dove per diventare osteopata è necessario fare un percorso universitario in medicina e poi specializzarsi, in Europa non c’è ancora una vera e propria regolamentazione. L’osteopatia in Europa è sempre stata praticata da medici, fisioterapisti, ma anche da altre figure non riconosciute. Questo ovviamente rende più difficile la collocazione dell’osteopata in ambito sanitario.

Al giorno d’oggi professionisti Osteopati si possono ritrovare in tutto il mondo e in alcuni paesi il loro operato è riconosciuto dal sistema sanitario vigente. Come scritto in precedenza, in Italia si è avuta un’accelerazione con il DDL1324-b sulla Riforma degli Ordini e le Sperimentazioni Cliniche. Con la sua formulazione il DDL Lorenzin, “individua” l’osteopatia come professione sanitaria, ma mancano ancora i decreti attuativi è uno specifico profilo professionale per chiarire definitivamente la posizione dell’osteopata nel mondo delle professioni sanitarie.

In futuro sarà possibile verificare l’autenticità del proprio osteopata come accade oggi con i fisioterapisti iscritti all’ordine professionale di riferimento >>>verifica fisioterapista.

Fino al quel momento il consiglio è quello di fare attenzione. Ancora non si è stabilito quali scuole di osteopatia hanno un percorso di studi adeguato al riconoscimento del titolo.

Sicuramente un laureato in fisioterapia, con una formazione post laurea in osteopatia, ha un percorso di studi che può maggiormente tranquillizzare il paziente dal punto di vista qualitativo, ma non è una regola. Infatti alcune scuole di osteopatia in Italia hanno adattato dei piani di studio, allineandoli con le università europee dove l’osteopatia è gia laurea.

Tutto questo confonde purtroppo i pazienti ma anche gli operatori del settore. Per questo abbiamo creato un paragrafo di questo articolo dedicato alla situazione professionale e legale dell‘Osteopata in Italia, che verrà aggiornato periodicamente per seguire l’evolversi delle vicende.

Approcci Ostepatici

Esistono di diversi approcci o aree di trattamento. Se è pur vero che l’osteopatia è una sola, in relazione al sistema che tratta oppure alle sue caratteristiche intrinseche, anche se rimane una divisione didattica, spesso l’osteopatia viene viene classificata in:

-> Osteopatia Cranio-Sacrale,

-> Osteopatia Viscerale,

-> Osteopatia Fasciale

-> Osteopatia Strutturale,

L’osteopatia cranio-sacrale, pone la sua attenzione sull’asse importantissima che va dal cranio all’osso sacro e non possiamo che confermare la sua importanza, perché all’interno del cranio e di tutta la colonna, si estende il sistema nervoso centrale che tutto controlla e gestisce; da esso inoltre prende origine, come un continuum, il sistema nervoso periferico, responsabile del trasporto delle informazioni e degli stimoli dal cervello alla periferia e dalla periferia al cervello.

L’osteopatia Viscerale si occupa delle disfunzioni che si esplicano nei visceri e nel sistema fasciale ad essi interconnesso. Come ormai sentiamo spesso dire, l’intestino è stato definito il nostro “secondo cervello” per la quantità di connessioni di fibre neurali, ed è anche grazie al suo benessere, che dipende il buon funzionamento di tutto il sistema, inoltre le problematiche di un organo, si possono riflettere più di quanto pensiamo, sul sistema muscolo-scheletrico.

L’Osteopatia Fasciale ha il compito di liberare il corpo da possibili disfunzioni del sistema fasciale. La fascia corporea ha un percorso continuo, avvolge tutte le strutture somatiche e viscerali, e funzionalmente include le meningi. Si può dire che la fascia è il materiale che avvolge non solamente tutte le strutture del nostro corpo, ma le collega anche tra loro, definisce i sostegni e determina la loro forma. Oltre alle funzioni di sostenere e partecipare al movimento corporeo, possiede proprietà biochimiche e biomeccaniche.

L’osteopatia Strutturale sostanzialmente è quella conosciuta soprattutto per le manipolazioni vertebrali (quella degli scrocchiatori di ossa). In realtà si occupa di ripristinare il buon movimento della struttura, affinché ne benefici la funzione, quindi vendono utilizzate anche tecniche articolari più gentili simili alla Kinesiterapia. Purtroppo al giorno d’oggi l’osteopata viene visto solamente come colui che manipola, tuttavia non serve sempre essere scrocchiati come una patatina chips, un professionista dovrebbe fare una valutazione e usare lo strumento giusto per quella determinata situazione. Non si può usare lo stesso strumento per qualsiasi problema. 

Questa divisione dell’osteopatia in craniale, fasciale, viscerale e strutturale, rappresenta una schematizzazione didattica, che non aiuta ne il paziente ne chi vuole avvicinarsi alla professione a capire i contorni clinici dell’operato dell’osteopata. Per molti acuti professionisti la figura dell’osteopata deve lavorare insieme alle altre professioni sanitarie lasciando la precedente suddivisione e spostando il focus sulle specialità o aree di iper specializzazione. 

Ad esempio, l’Osteopatia pediatrica si occupa principalmente di tutti i disturbi e le disfunzioni che intercorrono durante il periodo neonatale. Si occupa di far ritrovare il benessere al neonato e quindi favorire anche i neo genitori, nell’adempiere al loro nuovo ruolo, oppure di prevenire disturbi futuri anche importanti. Sicuramente nel neonato le tecniche di tipo strutturale saranno meno rispetto alle altre, per ovvie ragioni, ma le possiamo ritrovare più presenti ad esempio nelle patologie del paziente sportivo adulto, che rappresenta un’atra possibile area di specializzazione.

Detto ciò, Si possono trovare anche altre suddivisioni, quello che tuttavia deve rimanere chiaro, è che non si può lavorare a compartimenti stagni, tutto è connesso con il tutto, altrimenti verrebbe meno il concetto di globalità, per questo l’Osteopata, dovrebbe saper lavorare parimenti su tutti i sistemi e con i vari approcci appena elencati.

 

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       Come e quando può servirci l’osteopatia

                                                                                                                                    

L’osteopatia può essere il primario trattamento o essere un importante coadiuvate ad altri approcci terapeutici per diverse patologie.

Disfunzioni muscolo-scheletriche: in particolare quelle della colonna quali come lombalgie, lombosciatalgie, cervicalgie, cervico-brachialgie, dorsalgie, spondiloartrosi, dolori costo vertebrali, sterno-costali, dolori intercostali, ernie e protrusioni del disco intervertebrale. Alterazione della postura come scoliosi, postura scorretta. Altri dolori articolari come quello al sacro, al bacino, coccigodinie, colpo di frusta. Problemi di masticazione e dolori temporomandibolari, dolore alle spalla, parestesie degli arti e delle mani, Epicondilititunnel carpalepubalgia, coxalgie, gonalgie, cruralgie, dolore articolare alle caviglie e i piedi, distorsioni, metatarsalgia, disurtbi conseguenti a artrosi e artrite, spasmi muscolari, traumi di vario genere.

Disfunzioni Miofasciali: Miglioramento della perfusione e della circolazione sanguigna, del ritorno venoso e linfatico, miglioramento della respirazione e dell’escursione di movimento diaframmatico, elasticità delle strutture, prevenzione dei traumi muscolari e articolari, lavoro su cicatrici e aderenze.

Disfunzioni Cranialimal di testa, cefalee ed emicranie, cervicalgia miotensiva, parestesie al volto, paralisi di Bell, nevralgia di Arnold, nevralgie del trigemino e di altri nervi, disfagia, fitte, vertigini, acufeni, ronzii alle orecchie, occhi che lacrimano, disturbi della messa a fuoco, strabismo infantile, insonnia, stress, ipertensione. Va precisato che l’intervento dell’osteopata in presenza di segni clinici che possono celare patologie importanti, deve essere svolto in equipe con il medico.

Disfunzioni Viscerali: problemi di deglutizione, ad articolare la lingua, problemi di fonazione, di abbassamento della voce, asma, bronchiti, pleuriti ed infezioni delle vie respiratorie recidivanti, gastriti, ulcere recidivanti, ernia iatale, aritmie cardiache, esofagite da reflusso, esofago di Barrett, duodenite, problematiche alle vie biliari, dolori al fegato, al duodeno, alla cistifellea, problemi digestivi, di stitichezza, colon irritabile, diarrea occasionale, meteorismo (aria nella pancia), pancia gonfia, problemi agli sfinteri, calcoli renali, infiammazione delle vie urinarie, minzione frequente, incontinenza, prostatiti, ciclo doloroso. L’osteopatia non si sostituisce alle cure tradizionali in particolare nel caso infezioni batteriche o virali, ma lavora sui tessuti e sulle strutture anatomiche implicate nel disturbo per migliorarne la mobilita e la funzione.

Problematiche pediatriche: problemi nel dormire, problematiche nella suzione, alimentazione, disfagia, rigurgiti, iperattività, difficoltà di digestione, coliche gassose, pianto inconsolabile, problemi di udito, strabismo, plagiocefalia, il reflusso, la stitichezza, dismorfismi della colonna.

Vogliamo concludere questo articolo introduttivo al mondo osteopatico con una delle più celebri frasi di Andrew T. Still, il “Padre dell’osteopatia”:

“Il compito del medico è trovare la salute. Tutti sanno trovare la malattia” A. T. Still

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