Valutazione fisioterapica: come capire se il tuo percorso sta funzionando

Pedane di forza

Introduzione

Tornare a camminare senza difficoltà, salire le scale con più sicurezza, riprendere le attività sportive o affrontare una giornata di lavoro con migliore autonomia. Un percorso fisioterapico nasce da un obiettivo sicuramente importante per la persona che abbiamo davanti.

Per essere accompagnati  verso quell’obiettivo, il trattamento ha bisogno di una valida direzione. La valutazione serve proprio a questo: comprendere il punto di partenza, scegliere gli interventi più appropriati e indicati e verificare come cambiano i sintomi e le capacità funzionali nel tempo.

Per noi del centro Studio Kinesis a San Cesareo, la valutazione è un filo che accompagna l’intero percorso: prima, durante e dopo il trattamento.

Prima: conoscere la persona e definire il punto di partenza

La prima valutazione inizia dall’ascolto. Dove ha fastidio?Quando è comparso? Quali attività ha difficoltà a svolgere? Quali sono le aspettative, le abitudini e le priorità della persona?

A questa raccolta di informazioni affianchiamo l’esame fisioterapico e i test scelti dal fisioterapista: mobilità, forza, equilibrio, capacità di eseguire movimenti significativi e, quando appropriato, questionari validati sul dolore e sulla funzione. La valutazione ci permette inoltre di riconoscere eventuali segnali (Yellow o Red Flads) che richiedono un approfondimento medico/specialistico.

Il risultato è un punto di partenza documentato, utile per formulare obiettivi condivisi: camminare più a lungo, recuperare un movimento, sostenere un carico o riprendere una specifica attività.

Pensiamo alla riabilitazione dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore: le linee guida Aspetar considerano più dimensioni del recupero, fra cui mobilità, forza, funzione e preparazione psicologica. È un’indicazione riferita a quella condizione, e mostra il valore di una valutazione più articolata rispetto al solo conteggio delle sedute.[1]

 

 

Durante: verificare la risposta e adattare il percorso

La risposta al trattamento può cambiare nel tempo. Per questo, durante il percorso è utile e importante rivalutare gli aspetti che ci orientano nelle decisioni: il dolore nelle attività quotidiane, la mobilità, la capacità di produrre forza e la tolleranza agli esercizi.

La frequenza dei controlli dipende dalla condizione clinica e dagli obiettivi. Alcuni elementi si osservano durante o dopo ogni seduta; altri richiedono test ripetuti nei momenti più significativi del recupero.

Misurare bene significa anche confrontare bene. I test, quando necessari, devono essere eseguiti, per quanto possibile, con lo stesso protocollo e in condizioni simili ogni volta. Una piccola variazione può dipendere da un errore di misura; un cambiamento reale, a sua volta, può non essere ancora importante nella vita quotidiana. La letteratura distingue infatti il cambiamento rilevabile dal cambiamento clinicamente importante.[2]

Le rivalutazioni ci aiutano così a decidere quando progredire con gli esercizi, modificare il carico o riconsiderare il piano terapeutico, rendendo i progressi più comprensibili e oggettivi anche al paziente.

 

 

Dopo: documentare il risultato e preparare il passo successivo

La valutazione finale ci permette di  confrontare il punto di arrivo con quello iniziale e con gli obiettivi prefissati. Quanto sono cambiate le attività che prima risultavano difficili? Quali capacità sono state recuperate? Quali aspetti richiedono ancora lavoro?

Sentirsi meglio è ovviamente fondamentale. Per attività impegnative, come il ritorno allo sport, occorre considerare anche le capacità richieste dal gesto e la sicurezza percepita dalla persona. Le linee guida sulla riabilitazione del legamento crociato ad esempio, propongono criteri funzionali per accompagnare queste decisioni, pur riconoscendo limiti nelle evidenze disponibili.[1]

Il percorso può quindi concludersi con indicazioni per l’esercizio autonomo, una ripresa graduale delle attività e, quando utile, un controllo successivo, ovviamente sempre in sinergia con il medico specialista di riferimento

Le nuove tecnologie dello Studio Kinesis: dati al servizio della persona

Per arricchire e ampliare la valutazione abbiamo introdotto le pedane di forza K-Deltas, il sistema PPG BioTekna e Moti Physio per l’analisi posturale. Strumenti diversi, da scegliere in base alla domanda clinica e integrare con l’esperienza del fisioterapista.

K-Deltas: misurare la forza e la distribuzione del carico

Le pedane K-Deltas registrano le forze esercitate sulla superficie di appoggio. Attraverso protocolli appropriati e validati consentono di analizzare distribuzione del carico, differenze fra i lati e prestazioni in test funzionali, come alzarsi da una sedia, eseguire uno squat o, quando indicato, saltare.[6]

Ripetere il medesimo test permette di seguire l’evoluzione della prestazione. I dati vanno letti insieme ai sintomi e alla funzione: una maggiore simmetria, da sola, non dimostra un recupero completo.

 

PPG BioTekna: integrare informazioni sulla risposta fisiologica

l PPG BioTekna è un dispositivo medico non invasivo che misura l’impatto dello stress sul sistema nervoso e sui muscoli attraverso piccoli sensori applicati sulle dita. Questa tecnologia permette alla fisioterapia moderna di trattare la persona nel suo insieme, spezzando il circolo vizioso tra stress e dolore cronico e accelerando i tempi di recupero. Puoi trovare ulteriori approfondimenti sul sito di BioTekna.

Un singolo indice non basta quindi a spiegare il dolore o a stabilire quanto una persona sia pronta per un determinato carico di esercizio.

Moti Physio: osservare e documentare la postura

Moti Physio supporta l’analisi posturale attraverso immagini e stime di parametri di allineamento. Uno studio prospettico del 2023 ha confrontato il sistema PAViR, identificato nella pubblicazione come Moti Physio, con l’imaging EOS, studiandone validità e affidabilità per specifiche misure.[4]

L’analisi offre elementi da integrare con l’esame clinico e rende più facile discutere con il paziente ciò che viene osservato. La postura, però, va interpretata nel contesto: una revisione delle revisioni non ha trovato consenso sul ruolo causale delle posture della colonna nella lombalgia.[5] L’obiettivo è comprendere come la persona si muove e quali capacità può migliorare, evitando di attribuire automaticamente il dolore a un disallineamento.

valutazione posturale

Il nostro impegno: rendere il percorso comprensibile

In fisioterapia e riabilitazione la tecnologia acquista valore quando aiuta a rispondere a domande concrete: da dove partiamo, come stiamo procedendo, quale sarà il prossimo passo?

Qui allo Studio Kinesi di San Cesareo vogliamo unire ascolto, competenza clinica/fisioterapica e misurazioni pertinenti per costruire percorsi personalizzati e documentarne l’andamento.

Valutare prima per orientare il trattamento. Rivalutare durante per adattarlo. Verificare dopo per accompagnare il ritorno alle attività che contano.

 

Riferimenti scientifici

  • Kotsifaki R, et al. Aspetar clinical practice guideline on rehabilitation after anterior cruciate ligament reconstruction. British Journal of Sports Medicine. 2023;57:500–514. Pubblicazione e DOI.
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  • de Vet HC, Terwee CB, Ostelo RW, et al. Minimal changes in health status questionnaires: distinction between minimally detectable change and minimally important change. Health and Quality of Life Outcomes. 2006;4:54. Pubblicazione e DOI.
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  • Mejía-Mejía E, Budidha K, Abay TY, May JM, Kyriacou PA. Heart Rate Variability (HRV) and Pulse Rate Variability (PRV) for the Assessment of Autonomic Responses. Frontiers in Physiology. 2020;11:779. Pubblicazione e DOI.
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  • Validity and Reliability of a Non-Radiographic Postural Analysis Device Based on an RGB-Depth Camera Comparing EOS 3D Imaging: A Prospective Observational Study. Healthcare. 2023;11(5):686. Pubblicazione e DOI.
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  • Swain CTV, Pan F, Owen PJ, Schmidt H, Belavy DL. No consensus on causality of spine postures or physical exposure and low back pain: A systematic review of systematic reviews. Journal of Biomechanics. 2020;102:109312. Scheda PubMed

 

 

Le fonti dei produttori descrivono le funzionalità dei dispositivi; non costituiscono da sole una prova dell’efficacia del percorso terapeutico. Le pubblicazioni citate hanno ambiti e popolazioni specifici e non validano automaticamente ogni parametro o ogni versione commerciale dei sistemi.

Lo studio Kinesis Fisioterapia e Osteopatia è centro specializzato Fisioterapia Italia