La metatarsalgia

dolore al piede

La metatarsalgia Hai dolore ai piedi? Potrebbe essere la metatarsalgia. Lo sai che la Fisioterapia può aiutarti a stare meglio? L’importante è affrontare questa patologia con il giusto approccio. Questo articolo è scritto da SPECIALISTI e FISIOTERAPISTI che si occupano ogni giorno della salute dei loro pazienti ! In ambito ortopedico le condizioni dolorose del piede sono molte, colpiscono diversi tipi di tessuto, muscolare, osseo, legamentoso e tendineo. Nello sviluppo di questo articolo, ci occuperemo della metatarsalgia, iniziando dal significato di questo termine e procedendo con le caratteristiche di questa patologia. Nella seconda parte dell’articolo parleremo di come si può curare questa affezione e di alcuni accorgimenti e consigli utili per prevenirla.                                 Continua a leggere l’articolo ⇒   www.fisioterapiaitalia.com/patologie/piede-e-caviglia/metatarsalgia

Onde d’Urto: l’Impiego innovativo nella Fisioterapia

onde d'urto radiali

Home Chi Siamo Team Ortopedico San Cesareo Nutrizionista a San Cesareo, Colonna, Zagarolo, Palestrina Convenzioni Affiliazioni e Collaborazioni Specializzazioni Spalla in salute – 6 aspetti che devi conoscere Cervicale in salute Vertigini e Instabilità:approccio in fisioterapia e osteopatia Piede e postura:valutazione e trattamento Schiena in salute – 3 aspetti fondamentali Scopri i 5 benefici della tecnica Strain Counterstrain® Attivita Terapie manuali Osteopatia Terapie fisiche e applicazioni Fisioterapia domiciliare: il nuovo benessere a casa tua Esercizio Terapeutico: Un alleato straordinario per il tuo benessere   Ginnastica posturale Blog Contatti Collabora con noi Kinesis Informa X Onde d’Urto: l’Impiego innovativo nella Fisioterapia Nel panorama medico delle ultime decadi, una delle scoperte più rivoluzionarie è stata sicuramente l’introduzione delle onde d’urto. Nata negli anni ’60 come teoria, questa tecnologia ha trovato la sua prima applicazione pratica negli anni ’80, rivoluzionando il trattamento dei calcoli renali. Non più solo un metodo distruttivo, le onde d’urto hanno compiuto passi da gigante, espandendo la loro efficacia in vari settori come l’ortopedia, la traumatologia, la fisioestetica e persino la cardiologia, aprendo orizzonti inaspettati nell’ambito del trattamento e della guarigione.     La fisioterapia, in particolare, ha abbracciato le onde d’urto non come strumento di distruzione, ma come alleato nella biostimolazione e nella riparazione tissutale. Questa tecnologia si è dimostrata particolarmente preziosa per il trattamento di condizioni quali calcificazioni o lesioni come la spina calcaneare. Invece di distruggere, le onde d’urto promuovono un processo di guarigione e rigenerazione, stimolando il metabolismo riparativo e offrendo ai pazienti un recupero non invasivo e altamente efficace.   Onde d’Urto: innovazione e benessere a portata di mano L’ innovativa terapia con onde d’urto sta trasformando il panorama della riabilitazione e del benessere, offrendo soluzioni efficaci per una vasta gamma di condizioni. Le onde d’urto focali, mirate e precise, si immergono profondamente nei tessuti, promuovendo la rigenerazione cellulare e la guarigione di lesioni croniche. Al contrario, le onde d’urto radiali si diffondono in maniera più estesa, ideali per trattare affezioni più superficiali con un effetto massaggio che stimola la circolazione e favorisce il recupero muscolare. Queste tecnologie all’avanguardia stanno ridefinendo i metodi tradizionali, rappresentando una risorsa potente per chi cerca risultati rapidi e duraturi senza l’intervento chirurgico L’ efficacia dell’Onda d’Urto Focale La terapia con onda d’urto focale rappresenta una svolta significativa nel trattamento di numerose patologie muscoloscheletriche, offrendo una soluzione non invasiva che si avvale di un fenomeno fisico di altissima precisione. Il principio su cui si basa è simile a focalizzare un raggio di luce solare per accendere un fuoco, ma invece di luce, utilizziamo onde sonore ad alta intensità. Queste onde, generate da dispositivi avanzati come quelli elettroidraulici, elettromagnetici o piezoelettrici, sono capaci di provocare una rapida variazione di pressione che si propaga a velocità supersonica. La loro focalizzazione, ottenuta attraverso uno schermo parabolico, permette di concentrare l’energia su aree target del corpo, inducendo processi di guarigione e rigenerazione cellulare senza bisogno di interventi chirurgici.   Gli effetti terapeutici delle onde d’urto focali sono numerosi e ben documentati: dalla riduzione del dolore alla stimolazione della circolazione sanguigna, dalla rottura di calcificazioni fino al miglioramento della mobilità articolare. I pazienti possono così sperimentare miglioramenti significativi già dopo poche sedute, con un impatto diretto sulla qualità della vita. La tecnologia delle onde d’urto focali garantisce una procedura sicura, rapida e mirata, ideale per chi cerca risultati tangibili senza il disagio e i tempi di recupero associati alle terapie convenzionali. Attraverso un percorso di trattamenti personalizzati, è ora possibile accelerare il ritorno all’attività quotidiana e sportiva, rendendo questa metodologia una scelta privilegiata per fisioterapisti e pazienti che puntano all’eccellenza nella cura e nel benessere.    Chiama adesso e prenota una valutazione! L’ efficacia dell’Onda d’Urto Radiale Immersi nel vasto mare delle terapie riabilitative, le onde d’urto radiali emergono come faro luminoso per chi cerca una soluzione efficace per le affezioni muscoloscheletriche. Questa tecnologia, distinta dalla sorella focale, opera mediante un meccanismo ingegnoso: un applicatore, mosso da un proiettile azionato da un compressore, genera onde pressorie radiali simili a quelle prodotte da un sasso lanciato in uno stagno. Le onde si propagano in maniera circolare, raggiungendo una pressione di 20 Kg/cm² in soli 3 microsecondi, garantendo così una penetrazione ottimale e mirata al dolore senza compromessi sulla superficie corporea.  L’ evoluzione degli strumenti e la raffinatezza delle tecniche hanno ridefinito l’esperienza terapeutica. I dispositivi moderni attenuano il fastidio un tempo associato all’applicazione delle onde d’urto, elevando il confort del paziente e ampliando la fiducia verso questa pratica. Il risultato? Un incremento significativo di persone che si affidano alle onde d’urto radiali, attratte dalla loro efficienza e dalla rapidità di recupero che offrono Differenze chiave tra Onde d’Urto Radiali e Focali Quando si parla di terapie riabilitative e curative, le onde d’urto si rivelano una scelta innovativa e sempre più apprezzata. Tuttavia, è fondamentale saper distinguere tra le onde d’urto radiali e quelle focali per garantire un trattamento efficace e mirato. Le onde d’urto focali, con la loro velocità supersonica, consentono di indirizzare l’impulso pressorio in modo preciso all’interno dei tessuti, grazie a un meccanismo di focalizzazione che concentra l’energia in un punto specifico. Al contrario, le onde d’urto radiali si propagano con una velocità inferiore rispetto al suono, diffondendo l’energia dalla superficie verso il profondo in modo graduale. Questo implica che il tempo necessario per raggiungere il picco di energia sia notevolmente ridotto nelle onde d’urto focali rispetto a quelle radiali, una distinzione che può fare la differenza nel percorso terapeutico.  I benefici delle onde d’urto sono molteplici: dal potere di iperemizzare il tessuto, promuovendo così un maggiore afflusso sanguigno, fino all’azione fibrinolitica che ‘scioglie’ le indurazioni fibrotiche. L’effetto antidolorifico offre un sollievo immediato, mentre il potenziamento microangiogenetico supporta la formazione di nuovi capillari, essenziali per un recupero completo. La potenza superiore delle onde d’urto focali le rende strumenti potenzialmente più efficaci per determinate condizioni, ma anche più soggette a controindicazioni, necessitando quindi di una valutazione medica accurata. La scelta tra onde d’urto radiali o focali non è mai casuale ma deve essere ponderata in base

Artrosi lombare

Artrosi lombare

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Scuola e disabilità: una scelta importante, una guida per genitori

disabilità e scuola

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Quando questo momento coinvolge un bambino con disabilità, le preoccupazioni e le incertezze possono essere maggiori, e la scelta non è sempre ovvia; infatti, quando i nostri figli devono lasciare la scuola dell’infanzia e affrontare il nuovo mondo delle elementari, come genitori, ci troviamo davanti a un bivio ricco di domande e aspettative. È naturale chiedersi se il proprio figlio sia pronto per affrontare questa nuova tappa, e spesso ci si concentra su quel che appare più tangibile: la capacità di leggere, di scrivere e di calcolare. Ma ciò che sfugge, a volte, è l’importanza del carico emozionale che tale passaggio comporta. Scuola e disabilità: la legge italiana La legge italiana supporta l’inclusione e garantisce il diritto all’istruzione per tutti i bambini, compresi quelli con disabilità. Per alcune famiglie, la decisione di prolungare la permanenza alla scuola dell’infanzia fino ai sette  anni diventa una soluzione ottimale, soprattutto in presenza di disabilità gravi o gravissime che richiedono un ambiente più protetto e un approccio educativo specializzato. Questa scelta viene spesso condivisa e sostenuta da genitori, neuropsichiatri ed insegnanti.   Il vero dilemma si presenta quando le difficoltà del bambino sono lievi o di natura emotivo-relazionale. In questi casi, la decisione di passare alla scuola primaria richiede un’attenta valutazione e comprensione delle reali necessità del bambino, senza trascurare il contesto educativo e le risorse che ogni istituto scolastico può offrire. Richiedi adesso una consulenza gratuita Ecco alcune considerazioni e passi da seguire per i genitori che si trovano ad affrontare questa scelta 1. Valutazione multidisciplinare: risulta fondamentale che una valutazione completa del bambino sia effettuata da un team di specialisti, tra cui neuropsichiatri infantili, psicologi, TNPEE e insegnanti di sostegno. Questo permette di avere un quadro chiaro delle necessità del bambino e dell’eventuale supporto didattico e terapeutico di cui potrebbe beneficiare.   2. Comunicazione con le scuole: i genitori dovrebbero entrare in contatto con diverse scuole primarie per comprendere le politiche di inclusione e le risorse disponibili. Alcune scuole potrebbero avere classi con numeri ridotti, assistenti educativi specializzati e programmi di integrazione personalizzati.   3. Supporto emotivo: non bisogna sottovalutare l’importanza del supporto emotivo e relazionale. una scuola che offre spazi di ascolto e attività per lo sviluppo socio-emotivo può fare una grande differenza per un bambino con difficoltà in quest’area. La scelta consapevole Autostima e maturità emotiva: i pilastri dell’ adattamento Non solo compagni di classe: la continuità è anche emotiva TNPEE: una figura di riferimento Scopriamo come i professionisti della neuro e psicomotricità evolutiva possono sostenere i bambini, in particolare quelli con disabilità, nel contesto familiare e scolastico. Bambini, genitori, scuola e disabilità: quando queste parole si intrecciano, la figura del terapista della neuro e psicomotricità evolutiva (TNPEE) entra in gioco come un angelo custode del potenziale infantile. Nella danza armoniosa dell’apprendimento, il TNPEE è il coreografo che guida i più piccoli lungo le tappe dello sviluppo, con un occhio attento a cogliere ogni battito d’ali verso la crescita personale. Fare ordine nel caos delle emozioni impulsive è una delle missioni di questi professionisti, che attraverso il gioco e la partecipazione attiva, plasmano le attività quotidiane in occasioni uniche di apprendimento. Non si tratta solo di un passatempo, ma di un viaggio mirato verso la conquista dell’autonomia e della consapevolezza di sé. La saggezza del TNPEE abbraccia la vasta prateria del normale sviluppo infantile e le sfumature più complesse della crescita con disabilità. La loro percezione clinica diventa così essenziale per comprendere e supportare i bambini che incontrano ostacoli nel loro percorso, soprattutto in quell’arena di vita che è la scuola   Non è soltanto un insieme di giocattoli a definire lo spazio ludico, ma il corpo stesso del terapista si trasforma in una bussola di esperienze: un tetto sicuro che accoglie, una parete che sfida, un cuscinetto che protegge e un trampolino che invita a scoprire nuovi orizzonti. E poi c’è la strategia dell’osservazione partecipante: un radar sempre acceso che cattura il linguaggio silenzioso dei gesti e dei movimenti, per scatenare scintille di interazione e risposta, sia nell’intimità della relazione uno-a-uno che nella coralità di un gruppo. Attraverso il sostegno del TNPEE, i bambini imparano a navigare le correnti della loro disabilità con la stessa grazia e determinazione dei marinai esperti. Genitori e insegnanti, compagni di viaggio in questa avventura, scoprono nuovi orizzonti di possibilità, dove le sfide si trasformano in trampolini di lancio verso un futuro radioso. Invitiamo quindi tutti a salpare insieme in questa esplorazione affascinante, dove ogni bambino, con o senza disabilità, può diventare un eroe quotidiano nella scuola della vita.   Considerazione finale Richiedi adesso una consulenza gratuita Lo studio Kinesis Fisioterapia e Osteopatia è centro specializzato Fisioterapia Italia

Alluce valgo

Alluce valgo

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Frattura del polso

fisioterapiapolso

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Dolore alla spalla: cause e terapie

capsulite

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Capsulite adesiva, come riconoscerla e curarla

capsulite adesiva

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Bemer: La terapia fisica vascolare per la microcircolazione

bemer

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Un sistema terapeutico riconosciuto a livello mondiale che agisce stimolando e migliorando il flusso sanguigno all’interno dei microcapillari, presenti in tutto il nostro corpo, organi e visceri compresi. La terapia fisica vascolare quindi funziona attraverso un complesso pluridimensionale di segnali che stimolano la microcircolazione inefficiente o disturbata. Aiuta e favorisce i principali meccanismi di regolazione del corpo umano nei processi di prevenzione, guarigione, recupero e rigenerazione. Campi di applicazione L’attivazione e miglioramento della quantità di sangue nei microvasi , permette di essere utile in molte varietà di applicazioni. migliora l’afflusso del sangue a organi e tessuti contribuisce alla guarigione di ferite e lesioni sportive rafforza il sistema immunitario migliora le prestazioni fisiche e mentali accorcia i tempi di recupero nell’allenamento sportivo   La terapia fisica vascolare Bemer non ha effetti collaterali (è importante però  fare un anamnesi per valutare eventuali controindicazioni) perciò  può integrarsi con altre terapie convenzionali e complementari. Attraverso la terapia fisica vascolare perciò possiamo ottenere molteplici risposte dell’organismo: Bemer favorisce l’attivazione cellulare e migliora la produzione di ATP, stimolando e aiutando i NATURALI processi di regolazione cellulare.   La migliore vascolarizzazione aumenta la velocità di guarigione delle ferite (anche traumi e lesioni muscolari) e l’ossificazione dopo una frattura. Per questo moitivo favorisce l’assorbimento dell’edema in tempi brevissimi, (distorsioni, traumi diretti e indiretti, idrarto ,stasi linfatica ecc ecc) Negli sportivi è di valido aiuto perchè riduce la fase di riscaldamento, quindi migliora le prestazioni fisiche e accelera il processo di recupero,permettendo un allenamento ottimale. Presso il nostro centro, il Sistema Bemer per la microcircolazione viene anche utilizzato prima o dopo una seduta di terapia manuale/osteopatica  per migliorare i processi di disintossicazione dell’organismo.  La terapia vascolare per la microcircolazione è un valido aiuto nel riequilibrio del PH dell’organismo stimolando e migliorando le attività metaboliche fisiologiche del corpo Ricordiamoci che  una condizione di alcalinità è la base per una salute generale ottimale ! Indicazioni E’ indicata e di supporto in tutti gli stadi dolorosi, in particolare alla colonna vertebrale e articolazioni.  Potenzia la risposta immunitaria dell’organismo e velocizza la guarigione. Potenzia il sistema linfatico. Adatto per tutte le età perciò è molto utilizzata anche nel paziente anziano ( ottimi risultati nelle artrosi del ginocchio)  che potrà godere di una migliorata energia e di un miglioramento della propria efficienza. Il sistema Bemer trova anche indicazioni nel campo estetico migliorando e ringiovanendo la pelle, occhiaie, cellulite, ritenzione idrica ecc). La metodica di lavoro presso Kinesis studio professionale fisioterapico si è ulteriormente affinata e avvantaggiata con l’utilizzo di questo dispositivo. La terapia per la microcircolazione Bemer permette di ottenere ancora di più dai trattamenti, perchè potenzia e migliora la funzionalità di tutto il sistema , altrimenti qualsiasi intervento terapeutico non potrà essere duraturo e veramente efficace. Stimolare e favorire il concetto di auto guarigione è fondamentale al giorno d’oggi. Quindi, un trattamento, anche se molto professionale ( Osteopatico, fisioterapico,farmacologico) deve portare ad uno stato di auto guarigione e di funzione dell’organismo attivato e migliorato!   Richiedi adesso una valutazione gratuita Tornare ad ottenere il massimo ! La terapia fisica vascolare Bemer migliora la microcircolazione e stimola l’irrorazione sanguigna dei microvasi. Perciò migliora la funzione delle cellule contribuendo a una diminuzione dei dolori e favorendo le naturali capacità di autoguarigione del corpo!   La microcircolazione per lo sport ! Nello sport aiuta fasi di rigenerazione più rapide, accorcia i tempi di recupero in fase di allenamento e migliora l’allenamento stesso,quindi ottimizza la preparazione in vista delle gare, riducendo il rischio di infortuni e accelera il processo di guarigione post infortuni !   La terapia fisica vascolare per la microcircolazione Bemer e il metodo Kinesis sono Il segreto per un allenamento ottimale e con il rischio di traumi notevolmente ridotto! Le cellule dei tessuti coinvolti in un’attività fisica devono ricevere un adeguato supporto per le proprie esigenze. La microcircolazione che regola lo scambio di sostanze tra cellule,può essere rallentata da un ridotto movimento dei microvasi. Questo fattore determina un minore rifornimento e drenaggio che nel tempo oltre a ridurre le prestazioni sportive,non è buono per la salute generale. La terapia fisica vascolare per la microcircolazione  Bemer  quindi ci aiuta ad accelerare i movimenti ridotti dei microvasi,e a nutrire le cellule e quindi i tessuti. La terapia fisica vascolare per la microcircolazione  è un evoluzione innovativa della magnetoterapia classica,e unisce gli effetti positivi di un campo magnetico pulsante alle proprietà di un campo magnetico specifico ,derivante da un mix di frequenze brevettate. Questa terapia è scientificamente provata e non và paragonata alla magnetoterapia classica che non lo è ! Numerose pubblicazioni e studi scientifici hanno dimostrato che La terapia fisica vascolare per la microcircolazione Bemer è in grado di accorciare i tempi di rigenerazione e prolungare le sessioni di allenamento ,riducendo la sensazione di fatica. Che si tratti di sport agonistico o amatoriale,che si desideri migliorare le performance agonistiche o lo stato di buona salute e qualità della vita con la terapia vascolare per la microcircolazione  possiamo aiutarvi a farlo! La terapia vascolare per la microcircolazione agisce,rafforzandolo,il sistema immunitario, riduce i tempi di recupero nella fase di training e migliora l’allenamento stesso, ottimizza la preparazione in vista delle gare, riduce di infortuni e ne accelera il processo di guarigione. L’aumento delle prestazioni sportive deve essere valutato di caso in caso. I  motivi per cui le persone scelgono di praticare sport sono molteplici e differenti, c’è chi cerca di affermare il proprio successo nello sport praticato ai massimi livelli e chi desidera ottenere risultati soddisfacenti dedicandosi al proprio sport preferito a livello amatoriale. Ma c’è anche chi semplicemente si diverte

Postura in ufficio

postura da ufficio

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L’ era moderna  richiede un nuovo adattamento: passare dalla posizione eretta allo stare molte ore in posizione seduta. Un cambiamento repentino, al quale probabilmente la struttura del nostro corpo  ancora non è pronta. La nostra colonna vertebrale è formata da curve chiamate: cifosi e lordosi. Osservandola lateraralmente, la spina dorsale ricorda quasi una morbida “S”. Le 2 lordosi sono le due curve in avanti che si possono osservare all’altezza del collo (cervicale) e della parte bassa della schiena (lombare). La cifosi è costituita dalla curva all’indietro che si trova nell’area del torace (dorsale). Hanno la funzione di distribuire lo stress meccanico sostenuto quando il corpo è a riposo e durante il movimento. Come una molla assorbono tutte le forze che arrivano dall’alto verso il basso, in particolare la forza di gravità. Nella posizione seduta riuscire a mantenere le curve fisiologiche  è molto difficile e  tutto ciò può provocare dolori sia a livello muscolare, che articolare. La quantità di ore eccessive  in cui manteniamo queste curve in maniera errata svolgono un  ruolo fondamentale nell’insorgenza del mal di schiena.     Qual’ è la postura in ufficio più corretta ? Il momento attuale impone modalità lavorative sempre più sedentarie, sempre più persone trascorrono lunghi periodi di tempo seduti. 5 ore al giorno seduto su una sedia, per 5 giorni a settimana, equivalgono a 1.175 ore ogni anno, da moltiplicare per il numero di anni in cui si lavora, più il tempo che si sta seduti a casa. Trascorriamo più tempo seduti che a letto. Si può comprendere se la posizione che stai adottando è corretta o meno per la schiena? La posizione seduta aumenta la cifosi dorsale e riduce la lordosi lombare. Questo, nel tempo, creerà prima un sovraccarico a livello muscolare e poi dolore nella colonna vertebrale. Correggere la curva lombare contribuisce a  migliorare  anche la curva a livello dorsale e cervicale. Questa correzione, però, non può essere effettuata dalla sola forza muscolare, perché i muscoli estensori andrebbero incontro a fatica in pochi minuti e la correzione della postura andrebbe totalmente persa. Ecco per voi un compendio di 10 consigli utili per evitare l’insorgere di mal di schiena quando lavorate molto alla scrivania e migliorare la postura in ufficio I 10 consigli per la postura in ufficio corretta Bisogna evitare di superare i 45 minuti di postura nella stessa posizione. Fare una piccolissima pausa e alzarsi è utile per permettere l’ossigenazione dei tessuti ed evitarne il sovraccarico. Utilizzare una sedia che “accompagni” le curve della colonna vertebrale. Regola l’altezza della sedia in modo che i piedi poggino sul pavimento o su un poggiapiedi e che le cosce siano parallele al pavimento. Regola i braccioli in modo che le braccia si poggino delicatamente su di essi con le spalle rilassate. Utilizza un piccolo supporto a livello lombare. Anche un cuscino rigido o un asciugamano arrotolato sono utili per creare una spinta della lordosi lombare in direzione anteriore, andando cosi a migliorare anche la curva a livello dorsale e cervicale. Gomiti piegati a 90°. I gomiti andrebbero  piegati a circa 90° con il peso delle braccia scaricato sul bracciolo o sulla scrivania. Lo sguardo deve essere orizzontale evitando cosi il sovraccarico a livello dorsale, cervicale e lombare. Il monitor del pc deve essere posizionato  direttamente di fronte a te, a circa un metro distanza. La parte superiore dello schermo deve trovarsi all’altezza degli occhi o leggermente al di sotto. Il monitor dovrebbe essere direttamente dietro la tastiera. Se indossi lenti bifocali, per una visione più confortevole, abbassa il monitor di altri 1-2 pollici. Utilizza una scrivania adeguata al lavoro e allo spazio. Sotto la scrivania, le ginocchia, cosce e piedi debbono essere iberi. Se la scrivania è troppo bassa e non può essere regolata, posiziona rialzi sotto le gambe della scrivania. Se la scrivania è troppo alta e non può essere regolata, alza la sedia. Usa un poggiapiedi per sostenere i piedi. Evita di riporre oggetti sotto la scrivania. Tastiera e mouse. Posiziona il mouse a portata di mano e sulla stessa superficie della tastiera. Durante la digitazione o l’utilizzo del mouse, tieni i polsi dritti, la parte superiore delle braccia vicino al corpo e le mani all’altezza dei gomiti o leggermente al di sotto. esistono in commercio mouse verticali, ergonomici e adatti sia a chi ha già fastidi ai tendini della mano, sia per prevenirli. Utilizza anche l’ altra mano ogni TOT tempo.  Telefono. Se utilizzi il telefono mentre scrivi, usa il vivavoce o un auricolare, così da evitare di tenere il telefono tra la testa e il collo. Ordina gli oggetti vicini. Oggetti come: telefono, fogli stampanti, fermacarte, penne o altro dovrebbero stare vicini. Alzarsi per prendere tutto ciò che non può essere comodamente raggiunto stando seduto. Esegui esercizi sul posto di lavoro. Studi scientifici hanno dimostrato che gli esercizi eseguiti sul posto di lavoro aiutano sia nella prevenzione, che nella cura del mal di schiena. Gli impiegati che eseguono esercizi per il mal di schiena hanno meno probabilità di sviluppare dolore a livello lombare. E se pensi che tutto questo sia una perdita di tempo, basti pensare che il subentrare di una patologia a livello lombare potrebbe impedirti di andare a lavorare per diversi giorni, perciò vale sicuramente la pena investire qualche minuto al giorno in prevenzione.